Cercando una mail inviata tempo fà a molteplici agenzie alla ricerca disperata di un lavoro, mi sono imbattuto nelle righe più umilianti scritte in vita mia. Ma è possibile che uno studi 7/8 anni, spenda 15.000 euri, e si distrugga il culo lavorando x 1000 euri al mese x cinque anni per poi essere trattato così? La cosa davvero incredibile del mondo del lavoro, nn sono tanto i compromessi a cui devi scendere con le altre persone, quanto quelli a cui devi scendere con te stesso. Una volta credevo in me, ma ora... in dieci anni di vita a Torino, la cosa che ho imparato e sulla quale mi sono allenato di più, è stata capire quanto nn valessi una mazza, quanto poco di speciale in realtà dentro di me ci sia e quanto in generale faccia cagare. Ora di questi dieci anni 5 li ho passati lavorando, diciamo che in questo lustro "l'allenamento" è diventato un master in disistima. Cosa voglio dire: voglio dire che lavorando (premetto che parlo solo x quella che è la mia exp. a To, magari da altre parti nn è così), quello che ti senti dire costantemente in linea di massima è "DEVI FARE QUESTO MA COME TI DICO IO XCHè TU NN SEI NESSUNO". Ora, in un lavoro come il mio dove la creatività e quindi l'apporto del singolo dovrebbero contare in maniera consistente e fungere da metro di giudizio, nn potersi esprimere equivale ad atrofizzare il proprio cervello. Capisco che magari un'agenzia avendo un cliente da 20 anni, con determinate guidelines, abituato ad un certo tipo di comunicazione etc. etc. magari nn ci metta il primo stagista/junior (che x inciso valgono uguale, solo che uno è più schiavo dell'altro in quanto viene pagato), ma dio! Usiamo un po' di buon senso! Cazzo basterebbe dire "queste sono le guidelines, questo è il brief, il cliente è così e cosà, ora fammi vedere che sai fare". Solo che in questo modo tu, misero impiegato/grafico/art o come cazzo ti chiamano a sec. di quanto bene fai ciò che ti dicono, finisci x nn contare realmente un cazzo. Allora va da se che in OGNI ambito continui a nn contare un cazzo. Sei solo uno dei tanti ragazzetti del cazzo con un po' di gusto grafico che giochicchiano con PS AI o altri programmi. Questo abbattimento della nostra figura professionale permette poi, in successiva sede, di legittimare i comportamenti vergognosi dei datori di lavoro. Quali: trattarti come una macchina se sei alle loro dipendenze, trattarti come un coglione privo di cultura solo xchè hai fatto un percorso di studio più mirato rispetto a chi ha buttato via 5 anni della sua vita in scienze delle comunicazioni ad esempio, imparando di tutto un po' ma un po' a cazzo, ma ora stringe in mano una laurea. Trattarti come un numero, annichilendoti con frasi del tipo "tutti sono utili nessuno è indispensabile". Trattarti alla stregua di un fantasma. Ora io capisco che uno nn possa stare tutta la gg. a rispondere alle mail, ma cazzo prenditi un gg. a sett. del tuo preziosissimo tempo STRAGRANDISSIMOFIGLIODIPUTTANA e rispondi a noi poveri cristi che ti mandiamo una mail chiedendoti se possiamo lavorare x te. Nn ti vogliamo rapinare ma offrirti i nostri servigi con il più classico dei "do ut des". Cazzo rispondi con quelle tue sbruffonissime dita di merda anche solo x dire "mi dispiace ma nella agenzia del nuovo millenio, che è la mia sia chiaro, nn c'è spazio x gli straccioni come te!" No? Ci vuole tanto? Cazzo tu rispondi così e già sono contento, poi ti vengo a cercare e ti scoppio la faccia a calci.
Ahhhhhhhhh... ma poi sbaglio io a lamentarmi. In realtà dovrei semplicemente limitarmi a trarre le conclusioni da ciò che mi succede. Un anno ormai è passato, e nessuno mi si caga, nessuno mi hai mai detto che sono bravo a fare questo lavoro, e nn ho nemmeno mai avuto particolari soddisfazioni a riguardo. Quindi forse considerando questi fattori dovrei farmene una ragione e tentare qls.'altro.
Ma purtroppo nn è che sappia fare molto altro.
Daniele Silvestri_Mille euro al mese
15 mar 2011
11 mar 2011
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A: L'insoddisfazione è un tratto che ci accomuna, nn credi?
S: Si direi...
A: Credo sia da attribuire alla nostra età. Voglio dire, siamo in una fase di tramite tra la prima e la seconda metà della nostra vita...
S: Toccandosi i maroni, si!
A: Ahahaha dai verosimimilmente è così.
S: Si verosimilmente è così. Il nostro problema è rinunciare.
A: Che intendi?
S: Crescere. Che alla fine vuol dire rinunciare ad una serie di possibilità.
A: Per lasciare spazio ad altre?
S: Anche, ma per lo più significa rinunciare e basta. Avere una visione più matura delle cose, cos'è se nn escludere a priori
alcune possibilità?
A: Beh alcune possibilità le escludi in quanto inverosimili.
S: E questo le rende meno meritevoli di attenzioni forse? Nn è forse vero che escludendo tutte le possibilità possibili, le
impossibili per quanto tali diventano le uniche possibili?
A: Quindi tu sostieni che crescere, voglia dire rinunciare a delle cose piuttosto che impararne di nuove?
S: No, dico semplicemente che la vita è una gara con te stesso. Ma una gara disputata da un solo corridore è una gara dove
l'ultimo e il primo posto coincidono e sta a te giudicare come sei arrivato.
S: Si direi...
A: Credo sia da attribuire alla nostra età. Voglio dire, siamo in una fase di tramite tra la prima e la seconda metà della nostra vita...
S: Toccandosi i maroni, si!
A: Ahahaha dai verosimimilmente è così.
S: Si verosimilmente è così. Il nostro problema è rinunciare.
A: Che intendi?
S: Crescere. Che alla fine vuol dire rinunciare ad una serie di possibilità.
A: Per lasciare spazio ad altre?
S: Anche, ma per lo più significa rinunciare e basta. Avere una visione più matura delle cose, cos'è se nn escludere a priori
alcune possibilità?
A: Beh alcune possibilità le escludi in quanto inverosimili.
S: E questo le rende meno meritevoli di attenzioni forse? Nn è forse vero che escludendo tutte le possibilità possibili, le
impossibili per quanto tali diventano le uniche possibili?
A: Quindi tu sostieni che crescere, voglia dire rinunciare a delle cose piuttosto che impararne di nuove?
S: No, dico semplicemente che la vita è una gara con te stesso. Ma una gara disputata da un solo corridore è una gara dove
l'ultimo e il primo posto coincidono e sta a te giudicare come sei arrivato.
24 gen 2011
2011
Ciao nero diario digitale. Sono 2 anni che non ti scrivo qualcosa di serio, ma intanto tu nn ti impolveri e nn te la prendi. Ci sei sempre. Ti ho riletto ultimamente o meglio, mi sono riletto ultimamente. Ho riletto quei 2 anni della mia vita, dilaniati dagli eventi, in cui hai avuto la sfortuna di nascere. Il mio regalo al tuo avvento? 2 Post di felicità e centinaia di dolore liquido. Mi dispiace. Mi rendo conto solo adesso di quanto fossi stupido a pensare che tutto ruotasse attorno a quei 2 problemi. La mia concentrazione su di loro era così grande da oscurare tutto il resto. Nn voglio dire che nn valessero un cazzo e che nn abbiano lasciato tracce, tutt'altro. Ne hanno lasciate eccome, cicatrici così profonde che sinceramente stento a credere si rimargineranno mai. E, si continuo a piangere odio a volte e a sentire come se una parte di me mi fosse stata strappata via irrimediabilmente. Ma ora, seppur menomato e mutilato da quei 2 anni, ora... è differente. Xchè mi rendo conto che nn ho tempo di riposarmi. Nn posso fermarmi a prendere fiato. Xchè ce ne sono altri di problemi, e questi... beh questi sono VERI. Sto invecchiando nero diario digitale, e lo sento. Lo so capita a tutti, ma, come si dice? Quando capita a te "è diverso". I miei stanno invecchiando, ed è una cosa che nn riesco ad accettare x quanto mi sforzi. Mia sorella ha bisogno di aiuto, ma io nn riesco a darglielo xchè nn voglio. I soldi iniziano ad essere un problema e il mio futuro professionale al momento è coperto da una coltre di nebbia che nn mi permette di vederne un possibile sviluppo. E cosa più importante, mi sento intrappolato in una persona che nn voglio essere. Ho paura ed è la prima volta in vita mia. Ho paura di nn riuscire a trovare uno scopo nella mia vita. Ho paura che, nelle parti che mi hanno staccato e strappato via, ci fosse quella scintilla che fin da quando ero bambino mi aveva convinto che avrei fatto grandi cose. Quella scintilla che nn mi ha mai fatto sentire impreparato di fronte a niente. Quella scintilla che... mi manca tanto.
Tutto quà bello mio, mi hai lasciato problematico e mi ritrovi peggio, che affare!
Cmq. è sempre un piacere parlarti.
Linkin Park_Pushing me away (live piano)
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